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Vivi di slanci o di sforzi? Il sorriso Full view

Vivi di slanci o di sforzi?

Voi cosa dite? Meglio vivere di slanci o di sforzi? Non è una domanda così idiota, credetemi. E’ la mia riflessione del giorno, sempre in linea con quella del “cuore entusiasta” che poi, povero lui, si lecca le ferite.

Noi che viviamo di slanci – ça va sans dire che io sono in questa categoria – ci esponiamo continuamente e siamo un meraviglioso bersaglio, facile da colpire, per chi vive nella misura, nel controllo, nella chiusura, nella freddezza. Perché questi individui, non è che si isolano completamente dal mondo – come dovrebbero – ma per narcisismo ed egoismo, amano provocare, punzecchiare, chi sprigiona quel sorriso che a loro manca, fino ad accattivarsi le simpatie spontanee dello “slanciatore”, che una volta catturato nella rete del suo finto adulatore, fa la fine della bella farfallina colorata imprigionata sotto il bicchiere.

I succhiatori di energia positiva, sono come i vampiri: si alimentano del nostro sangue e proprio in questo trovano la loro soddisfazione. Poco importa il dispiacere che recano, l’accumulare vittime dà loro forza e gratificazione.

Devo dire che un po’ invidio la loro totale insensibilità. Sanno dosare le parole – sempre meglio una di meno che di troppo – si concedono con il contagocce – mica che poi qualcuno si monti la testa – fanno promesse sapendo già di non mantenerle. Quando io mi faccio problemi credendomi megalomane o egocentrica, devo farmi una grande risata e assolvermi con formula piena. Io ho a cuore la sensibilità degli altri, il loro tempo, i loro sogni. Non metto davanti a questi il mio ego. Il riflettore su me stessa lo limito alla mia parodia, al mio modo di vestire, ai miei cappelli. Io mi prendo in giro anche per far divertire gli altri, mi atteggio a diva hollywoodiana, anche quando faccio la spesa all’Esselunga, sorrido come stile di vita. Esagero, lo ammetto, ma con grande bonarietà.

Chi si “sforza” – invece – finge in continuazione: fa finta di essere gentile, affabile, sorridente, disponibile, quando non lo è per niente. Appunto, si sforza. E sotto sotto disprezza, condanna, critica, per una sua supposta superiorità nei confronti di una umanità alla quale crede di non appartenere, per intelligenza superiore, per presunzione pura.

Quindi, voi che vi “sforzate” non mi piacete per niente, sappiatelo. Io continuerò stupidamente a bruciarmi le ali nello svolazzarvi attorno, convinta che ci sia del buono anche in voi. Ma voi di buono non avete niente, perché il buono bisogna anche saperlo comunicare, trasmettere, condividere. E voi questo non sapete proprio cosa voglia dire.

Purtroppo non c’è lettera scarlatta che vi identifichi, ma comincio a riconoscervi a distanza. E se a distanza state, gli “slanciatori” vi saranno grati.

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