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Tra Sharon Stone e zia Gianni Sharon Stone a 57 anni Full view

Tra Sharon Stone e zia Gianni

Sono in quella serenissima fase della vita, nella quale passo dal gratificarmi alla vista della meravigliosa Sharon Stone, pantera sessantenne senza macchia e senza paura, all’abbattermi in un nanosecondo nelle considerazione più infauste sul tempo che corre e “ormai il mio treno è passato e tanti cari saluti”.

 

Ma porca di una porca miseria. Il problema è sempre lo stesso, a sedici come a cinquant’anni, almeno per me: quello che desidero mi sfugge, anche quando sembra facile, quello che c’è non mi emoziona. Ma prima mi consolavo a pensare che il tempo mi avrebbe riservato nuove opportunità, occasioni di riscatto, nuove scommesse, adesso tremo: non ci son più alibi o scuse, alla mia età si cominciano a tirare le conclusioni e a valutare i propri percorsi e io no, non sono pronta, non ce la posso fare, non ho fatto ancora niente!

La mia insoddisfazione, quando ha modo di esprimersi, mi schiaccia come un caterpillar. Idem la mia fame di vita, la mia continua voglia di nuovo che nella quotidianità soffre e si dispera: quanto ma quanto tempo sprecato, che dramma esserne consapevoli nel momento stesso in cui si vive “inutilmente”.

Chiedo tanto? A veder da fuori non vi sembra io abbia bisogno di qualcosa in più? Esatto, bleffo. Alla grande. Io ho troppa energia, è questo il dramma e se non riesco a indirizzarla verso un’attività, un lavoro, una passione che me la facciano scaricare, proprio come una scossa elettrica, soffro da morire. Ho voglia di vivere, pensa un pò, di stare in mezzo alla gente, di ridere, di essere felice anche se oggettivamente quasi nessuno ha davvero la vita che desidera. Però non è che a piangersi addosso le cose vadano meglio e detesterei essere compatita. “Meglio fare invidia, che pietà”, diceva la mia nonna, e per me è legge. Però, cribbio, a furia di mandare giù ed accontentarsi, non è che si vive felici. 

Sapere che alla tua età la gente comincia solo a parlare di problemi di salute, di cosa ha mangiato, dei figli grandi che ormai si sposano, di nipotini in arrivo, io sto male! E’ come mettersi tra parentesi e vivere di riflesso la vita dei più giovani. Come invidio gli ottantenni che sono ancora attivi nel mondo del lavoro, che hanno il proprio spazio e non sono tappezzeria.

E se “la bellezza è potere” come giustamente ammette la super intelligente Sharon, la bellezza è un’altra arma che sfugge al controllo dell’età. E non è solo una questione di apprezzamento da parte degli altri, è proprio un dovere continuamente fare i conti con se stessi e con la propria autostima per accettarsi meno affascinanti e oggettivamente meno desiderabili. Fattore che per noi donne è comunque importante, alla faccia delle femministe!

            

Ossignur che brutto invecchiare! A mio figlio Jacopo un giorno ho detto “era meglio se morivo giovane” e lui, saggio e brillante sedicenne mi ha consolato dicendo “Mamma, se volevi morire giovane, dovevi pensarci prima!”. Una risposta che ridà il buonumore e che mi fa dire che forse qualche cosa di buono alla fine l’ho fatta anch’io!

(Foto da Web)

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