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Le mamme di scuola, le mie migliori amiche Le Mamme di Scuola Full view

Le mamme di scuola, le mie migliori amiche

Ve l’ho già raccontata la storia che il più bel regalo che mi ha fatto la scuola media dei miei figli, sono le mamme dei loro compagni? Devo averlo scritto qua e là raccontando le gesta di alcune di loro, quelle che più amo, ma sono estasiata dal prendere atto che trattasi di un gran bel numero!

E dire che stiamo parlando della classica scuola dove sei convinto di andare per la qualità dell’insegnamento e per l’ambiente rigoroso, mettendo già in conto che sarà meno di soddisfazione per la qualità dei rapporti umani, visto i nomi altisonanti che girano e le facce dei genitori. Esco a mia volta da un ambiente del genere, dove nemmeno il rapporto tra compagne di classe è stato ahimé di quelli da ricordare.

E invece qui abbiamo ribaltato l’analisi. I miei figli non sono stati entusiasti degli anni trascorsi lì, tanto per usare un eufemismo e tanto meno della qualità dell’insegnamento ricevuto, per contro, io ho incontrato delle amiche meravigliose, che mai – dico mai – avrei creduto.

A essere una brava sceneggiatrice, ne farei una serie tv, i prototipi femminili ci sono tutti, le personalità pure, chi non si riconoscerebbe e non si divertirebbe a seguire le vicende di queste mamme 40-50enni alle prese con figli adolescenti, carriere, mariti, ex mariti, fidanzati, crisi di nervi ed entusiasmi da ragazzine?

Ci vediamo ogni tanto, ci sentiamo spesso, ci leggiamo a volte su Facebook che serve sempre. E io rido come una matta, perché è tutto vero, perché non è “Sex&theCity” ma poco ci manca, perché sono orgogliosa di quanto siano belle e fighe, perché nessuno giudica, ma c’è proprio dell’affetto sincero. Incredibile, uno dei miei sogni di gioventù, che almeno si è avverato.

Sui banchi di scuola le ho avute spesso e sovente tutte o quasi contro (e purtroppo era una scuola solo femminile). Alle medie la più perfida aveva creato il club “anti-Giannina”, perché non ero una “Marcellina”, ero esuberante e pure brava, quindi doveva farmi fuori. Al liceo mica meglio, ma ormai mi ero abituata ad un ambiente poco caloroso. Ci sono voluti anni prima di incontrare un’amica vera che rompesse l’incantesimo e che mi accettasse così com’ero (anche i primi anni di ufficio sono stati identici a quelli delle medie, ahahah!). Da quel momento in poi, è cambiato tutto, ma avevo già superato i 30 anni.

C’è di buono che ho sempre avuto l’autostima alta, sono sempre stata convinta di essere una in gamba, competitiva ma con me stessa e ho accettato anche la solitudine che tutto ciò comporta, senza amarla per niente. La leggerezza è arrivata con l’età, vi potete immaginare se ci rinuncio!

Avvistata mamma “fucsia” stile evidenziatore all’uscita di scuola: la notate subito è scesa da una 500 color lattementa ed è l’unica vestita di quel colore: uno scandalo per la milanese bon chic bon gente tutta grigio-taupe-nero! Ma chissenefrega. Chi mi ama lo sa e ride, gli altri non li voglio!

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