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Cos’è un antivirus

Sarà successo a tutti voi che state leggendo di avere contatto con i cosiddetti virus informatici. I virus, in sostanza, sarebbero dei programmi malevoli (per questo conosciuti altresì con nominativi diversi) che attaccano il vostro computer in tutti i modi, il cui scopo è quello di interagire in maniera cattiva con più programmi possibili inseriti nel computer, per danneggiarli, se non addirittura distruggerli. Tutto ciò non è fatto solamente con i software collocati, ma potrebbe succedere anche con molti elementi che avete immesso nel pc e che possono essere considerati molto importanti se sono documenti di lavoro.

Questi virus possiedono diversi metodologie di diffusione, in quanto potrebbero venire scaricati inconsapevolmente da Internet (cioè nel momento in cui si scarica un software, il virus si insinua nel download) o possono essere portati da un computer all’altro tramite gli hard disk, nel momento in cui il dispositivo sia stato in precedenza collegato ad un computer infettato. Dunque, per affrontare questi malware è necessario adottare una protezione adeguata, che sia in grado di alzare delle barriere contro questi virus e che sia per altro capace di controllare tutti i punti di accesso che vengono fatti sul vostro PC dai software che provano ad accedere ad Internet. Questi programmi sono conosciuti come antivirus.

Un antivirus è un software che ha il compito di difendere il computer sul quale viene installato da attacchi da parte di malware di qualsiasi tipo. Quando l’antivirus è installato e attivo, questo è in grado di controllare tutte le porte che permettono lo scambio di dati tra il PC e Internet. Così, quando andrete a scaricare un file, non avrete più da preoccuparvi se il file celi dei virus, poiché avrete la possibilità di fronteggiarli usando il antivirus. La totalità degli antivirus, in più, sono in grado di scaricarsi in maniera indipendente degli aggiornamenti, in modo tale da tenersi sempre aggiornati su quali possano essere i nuovi problemi che i malware e altri software maligni hanno in serbo; altri antivirus dispongono perfino di una “biblioteca” all’interno della quale stipano tutti i dati inerenti ai malware, come per esempio nome, effetti ed estensione del malware.

Introducendo un’altra parentesi riguardante questi antivirus, potremmo aggiungere che non esiste una sola tipologia di antivirus, ma ne sono presenti davvero molte. Come la totalità dei software, sono presenti quelli più conosciuti e quelli meno conosciuti. Fra quelli maggiormente noti spiccano antivirus come ad esempio Norton Antivirus, oppure altresì Avira Antivir. C’è da evidenziare però un parere diverso, poiché molti individui immaginano che quando un antivirus non è davvero noto, non sia nemmeno molto forte. In verità non è così, poiché la totalità di tali tipologie di software presenti nei negozi sono stati costituiti per provare a soddisfare in pieno i vostri bisogni.

Ricercare nuovi amori ringraziando Internet

Nella discussione di oggi parleremo del legame del matrimonio. Il matrimonio viene riconosciuto da tutti quanti come una funzione con cui 2 individui, una volta innamoratesi reciprocamente, scegliessero di legarsi per sempre in tale legame, per rimanere sempre vicini in vista di tutte le difficoltà che avrebbero potuto intaccare il loro rapporto. Il matrimonio è quell’unione che poi porterebbe alla famiglia, unione che osserva la nascita di un’unione sempre più stretto, e che consolida sempre più il valore di questa funzione. In sintesi, 2 individui sposati si dichiarano pronti a fronteggiare la totalità delle difficoltà che si potrebbero avere sulla loro via.

Cerchiamo adesso di portare questa dichiarazione nel periodo odierno. Anche secondo le statistiche, la definizione di matrimonio è totalmente variata. Infatti, ma naturalmente non in tutti i casi, nel momento in cui 2 soggetti si uniscono nel legame del matrimonio, non tutte le volte va tutto a buon fine. Le prime difficoltà si osservano sin da subito, con numerosi problemi di comunicazione e altresì di comprensione. Le 2 persone fanno complicanze nel vivere insieme, complicanza che è osservabile già nei primi anni. Per sfortuna, gli individui in questione non hanno la capacità di “sedersi a tavolino” per giungere a capire tutte le problematiche vissute, tentando quindi di raggiungere una soluzione.

Dunque, la gran parte delle volte ci si adira vicendevolmente, arrivando poi a decisioni davvero drammatiche, come ad esempio quella di chiedere il divorzio. Tali comportamenti, seppur conosciuti come radicali, hanno in linea di massima una spiegazione. Cerchiamo di effettuare un esempio di tali spiegazioni. Quando un soggetto lavora molte ore ogni giorno, e sempre per lavoro solitamente è obbligata ad un turno di notte, non serve evidenziare come il primo pensiero di tale persona sia quello di sdraiarsi per avere un attimo di tempo per sé, senza dover pensare a nient’altro. Ovviamente ci sono molte altre motivazioni che si potrebbero immaginare come similari.

Se questi casi continuassero a lungo con il instaurarsi all’interno della persona, metterebbero a rischio l’unione famigliare, anche se nonostante ciò possiamo sottolineare come, in questa generazione, gli individui sarebbero più propensi di effettuare la ricerca di un nuovo partner, più che stare dietro alle problematiche che la famiglia provoca. In questo caso, vediamo individui che si dividono dal proprio partner e ne cercano uno diverso utilizzando dei siti di incontri. Infatti, la generazione odierna è quella collegata all’uso del PC, e proprio come se dovessero ricercare una cosa qualsiasi, ricercano altresì il loro futuro partner usando l’immensa disponibilità del web.

Arte contemporanea: la storia

Arte contemporaneaL’arte contemporanea è, fin dalla sua creazione, un tipo di scienza difficile da definire: sul piano storiografico e su quello iconografico, così come dal punto di vista dell’estetica ed artistico.

L’arte contemporanea, infatti, non è definita tale poiché corrispondente ad un particolare movimento dell’arte: per corrente artistico qui specifichiamo quello che collega una cifra intercambiabile di artisti attorno ad alcune parole indicative, a dei concetti fondamentali ed interessi peculiare, ad alcune scopi molto esatti che mettono in comune il lavoro di più persone e consente di classificare le proprie opere come facenti parte ad una medesima corrente. E’ questo, per esempio, il caso del romanticismo artistico o della corrente classica.

Contrariamente di questi correnti, l’arte contemporanea non è sostanzialmente costruita intorno a degli ideali comuni degli artisti: in essa le correnti sono così tanti che terminano per non poter essere denominati veri e propri movimenti artistici, ma normalissimi indicazioni individuali nella strada che conduce all’arte. Del resto, se è presente un criterio importante che particolarizza l’arte contemporanea è certamente quello dell’originalità, con il seguente culto dell’individualità e del genio creativo personale. Si capisce immediatamente, dunque, come in verità sia quasi impossibile, per le finalità interne alla stessa arte contemporanea, denominarla e parlarne come di una corrente omogeneo.

E’ questo il motivo per il quale quest’arte è spesso interpretata più come una branca storiografica che come un orientamento artistico effettivamente operante nella campo artistico: ciò che permette di riunire in una galleria d’arte moderna o in una galleria d’arte contemporanea una moltitudine di opere prodotte da persone fra loro diversi è solo il fatto che la totalità di tali creazioni siano statecreate in un specificato momento storico, che comincia all’incirca nella seconda metà del novecento e giunge sino ai giorni nostri.

Sede d’arte contemporanea a Bari

Recentemente la fondazione BAC (Bari Arte Contemporanea) ha avanzato richiesta per un progetto che intravede la mutazione del Teatro Margherita e della antica zona del mercato deidicata al pesce presente in Piazza Ferrarese in area totalmente consegnata alla costruzione di un museo d’arte contemporanea.

L’obiettivo di tale progetto, ovvero quello di costruire un Centro dedicato alle arti contemporanee nella cittadina barese, è quello di unificare pubblico e i privati dentro un’unica fondazione, la stessa che avrà il compito di di gestire del piano.

Al momento dell’annuncio erano presenti il ministro Raffaele Fitto, il sindaco Michele Emiliano e il presidente della Campania Stefano Caldoro, tuttavia era assente la Regione. Nella riunione, che si è avuta il 26 Marzo 2011, si è esplicato in che modo tale iniziativa sia associata alla messa in pari dei fondi comunitari, facendo particolare importanza ai fondi regolati per la costruzione della totalità delle mete artistiche e culturali del Sud Italia.

Tale piano è iniziato già a fine anno mediante una trattativa tra il comune di Bari e la Fondazione Greco Morra di Napoli, trattativa che prevedeva che il Teatro Margherita venisse, in maniera stabilepermanente, destinato all’accoglienza del Centro per le arti contemporanee ma non soltanto; con questo decisione si permetteva alla Fondazione BAC di ospitare, nelle proprie gallerie d’arte moderna, la famosa collezione d’arte contemporanea di Napoli, per un periodo di trent’anni. Parlando sempre alla conferenza, è intervenuto Pierpaolo Forte, professore di università del Diritto Amministrativo.

Pierpaolo Forte ha spiegato come le mansioni che la Fondazione deve eseguire sono principalmente quattro e tutti uniti con le presentazioni, al museo, ad una residenza che debba ospitare tutti quei artisti poco conosciuti provenienti dai paesi esteri ed per finire a costruire iniziative di tipo sociale che siano concentrate sull’arte, ma che non vengano limitate solo nel centro di Bari, ma che si diffondano il più possibile altresì in aree periferiche.

Continuando il professor Forte ha concluso affermando in che modo provvedimenti del genere non costino poco e che nei primi anni vengano registrate delle perdite, però proprio per questo motivo si necessita di costituire dei collegamenti fra la comunità e i privati utilizzando esempi specifici.

 

Parliamo di arte contemporanea

Tutti quanti noi conosciamo la cosiddetta arte contemporanea. Tale particolare arte è un’arte che dal 1960 si diffonde e continua a diffondersi anche ai giorni nostri, dato che è parecchio complicato apprendere in che modo delimitare sul piano del tempo tale tipo di corrente.
L’arte contemporanea è una particolare arte all’interno della quale l’arte antecedente, famosa come arte moderna, si evolve ancora di più, dirama le proprie radici e delinea le proprie caratteristiche. Proprio per tale motivo, dato che l’arte contemporanea è una forma di corrente posticipata rispetto al suo precessore, venne definita arte post-moderna, però la denominazione fu variata in quanto il significato di parola post-moderna non dava l’idea degli elementi quest’arte includesse.

Il nome post-moderno, come abbiamo precedentemente menzionato, non include in maniera corretta la totalità delle caratteristiche dell’arte contemporanea, dato che, come movimenti dell’arte, sono in realtà davvero molto diversi.
A differenza dell’ arte moderna, l’arte contemporanea è più intaccata dai cambiamenti sul piano sociale, economico e politico.
Lucida dimostrazione di quanto abbiamo da poco affermato è il fatto che tantissime opere d’arte contemporanea, che al giorno d’oggi sono anche soggette alla vendita quadri on line, sono sviluppate usando dei lucidi simboli della scena economico-commerciale. L’esempio più importante viene da Andy Warhol, che utilizza, per creare una scultura che diverrà uno dei simboli di tale corrente, le confezioni di zuppa Campbell’s, o le famose scatole di sapone per piatti Brillo.

Riprendendo la vendita di quadri e parlando nella metodologia più approfondita dell’arte contemporanea, potremmo affermare come questo toipologia di arte sia, con molta probabilità, una tipologia di corrente che maggiormente rispetto alle altre si unisce alla sezione sociale, politica e sociale mondiale.
In diverse occasioni potremmo notare come tale affermazione di quest’arte è veritiera. Un esempio sarebbe quello del famoso Andy Wahrol, che per diverse delle sue creazioni ha adoperato delle icone del commercio odierno, come ad esempio i diversi dipinti con le scatole di sapone per piatti Brillo, oppure creazioni compiute ringraziando l’ausilio delle scatole di zuppa Campbell’s, per non parlare del famoso quadro sul quale venne dipinta Marilyn Monroe.

Alcune di queste opere sono anche usate per fare pubblicità dei prodotti commerciali, e una campagna pubblicitaria simile può far comodo sia a chi fa pubblicità, sia a chi ha composto la creazione.
Oggi, moltissime di queste opere sono vendute in gallerie di arte contemporanea o dentro musei o diverse tipologie di istituti che organizzano aste apposite per far si che coloro che si interessano d’arte possano osservare ogni giorno le opere preferite. La vendita quadri sul web riguarda ormai una compravendita all’ordine del giorno.

Bridget Riley: arte contemporanea

Cooperando con Victor Vasarely, un secondo pioniere di quel campo dell’arte contemporanea denominata Op-Art ha il nome di Bridget Riley, una pittrice venuta al mondo a Londra il 24 Aprile del 1931. La carriera di Bridget Riley comincia verso gli ultimi anni ’50, quando il più importante tipologia di questa scienza al quale Bridget Riley prendeva ispirazione era il Puntinismo.

È proprio da tale tipologia di scienza che nasce la voglia di costruire opere fondati sui giochi visivi. Dunque, una grandissima influenza nella strategia dell’artista è insignita altresì dai capolavori del medesimo Victor Vasarely.

In tale periodo, Bridget Riley inizia a creare capolavori d’arte usando strategie mirate, come lo era quella di accostare il nero e il bianco, colori che mirano alla occhio in maniera davvero marcata, a causa della potente contrasto dei colori inverse. Generalmente, le opere di Bridget Riley, esposte nelle diverse gallerie d’arte moderna e nelle collezioni d’arte contemporanea, vengono tenute in mente poiché sono capaci di conferire alla totalità degli individui un sensazione illimitata di profondità, caratteristica più importante di queste capolavori. Più avanti negli anni, circa nella seconda metà del novecento, Bridget Riley comincia ad avere successo a livello delle nazioni.

La prima comparsa della Riley a questi piani è dimostrata dalla propria posizione alla presentazione “The Responsive Eye”, tenutasi a New York, all’interno del Museum Of Modern Art; uno dei suoi dipinti, tra l’altro, è stato riprodotto sulla locandina della mostra. Tutto ciò tuttavia, purtroppo, creò una divisione fra la stessa Riley e il movimento dell’ Op-Art, perché la pittrice non era d’accordo sul fatto che una delle sue opere venisse utilizzata per motivi puramente monetari.

Negli anni ’80, tra i suoi innumerevoli viaggi, Riley andò in Egitto, viaggio che influì nuovamente sulla sua tecnica di fare arte.

Infatti, é spinta dalla curiosità delle colorazioni dei geroglifici, la pittrice iniziò a studiarli e ad approfondire l’argomento e ciò consentì la comparsa, nelle sue opere seguenti, di tale tecnica della simmetria provocata dalle linee colorate, come si può bene notare nella sua capolavoro “Shadowplay”.

L’arte di Victor Vasarely

Creatore del movimento d’arte contemporanea denominato Op-Art, è senza ombra di dubbio Victor Vasarely. Egli nacque a Pecs (in Ungheria) nel 1906. Dopo i suoi studi universitari di Medicina e di Lettere, L’artista, che dava a vedere un’ottima predisposizione al disegnare, s’iscrive alla Accademia Artistica Privata Podolini-Wolkmann.

Finiti gli studi compone manifesti pubblicitari, divenendo un fantastico grafico. Insoddisfatto, l’artista frequenta, presso Budapest, la accademia di arte applicata Mühely.

In questa scuola apprende che l’arte può non possedere delineazioni e nessun collegamento con il mondo reale, e quindi vuole rappresentare qualche cosa di differente da quello con cui avevano familiarizzato, e presta molta importanza alla creazione geometrica dell’oggetto.

Nel 1930 si trasferisce in Francia dove lavora come grafico pubblicitario, ma prosegue nello studio degli esiti visivi nel mondo grafico, assegnando un contributo importante all’arte cinetica e visuale, con una pittura che propone figure della comune geometria, colorazioni netti, linee e punteggiature matematicamente organizzati e tuttavia dotati di un dinamismo nascosta.

Verso la fine degli anni quaranta Vasarely fa degli astrattismi geometrici la sua stile, si creata dunque la Optical Art, detta Op-Art, della quale egli divienediventa il più grande esponente, insieme all’artista Riley. Nel 1955 la presenza di Vasarely alla mostra della galleria Denis René lo rende famoso sul piano internazionale. Vasarely espone numerosi quadri particolareggiati tutti da una innato senso del movimento.

I critici d’arte definiscono il Mouvement (“Il Movimento”, era la denominazione della mostra) un contrasto alla Pop-Art di Andy Warhol, perchè l’Optical Art è una definizione di figure che possiede una più grande aggressività secondo l’ ottica dell’osservatore. Per l’artista vivere e dipingere erano un’unica cosa. Viene a mancare a Parigi il 15 Marzo del 1997.

Le sue opere possono essere vedere nei musei o nelle gallerie d’arte moderna del mondo intero (per esempio il Museum Of Modern Art negli U.S.A.), o raggruppate in collezioni d’arte contemporanea e collezioni private.

L’analisi della Op-Art

L’Op-Art è una tipologia di arte contemporanea che nasce e si diffonde negli U.S.A. e nell’Unione Europea nel 1960, periodo davvero particolare per l’arte, poiché influenzata dall’ambito religioso, dalla politica e dall’ambito culturale.

Il termine “Op-Art” proveniva da “Optical Art”, cioè arte visiva, ed è stato troncato per mettersi in contrapposizione il movimento artistica che si stava contemporaneamente diffondendo in quel periodo, cioè la Pop-Art. Il termine “Op-Art” fa la sua prima apparizione nel 1964 su “Time Magazine”, testata giornalistica che utilizza questo parola con lo scopo di riferirsi a tutte le opere di tutti gli individui che prendono come riferimento i pionieri di quest’arte, cioè Victor Vasarely e Bridget Riley. Il momento in cui tale tipologia di scienza artistica raggiunge l’ apice dello sviluppo arriva quando, a metà degli anni sessanta, viene indetta una manifestazione denominata “The Responsive Eye” all’interno del Museum Of Modern Art di New York, però tante delle creazioni sono presenti tutt’ora visionabili anche in varie collezioni di arte contemporanea, nonché in gallerie d’arte moderna.

Questa movimento dell’arte si può suddivisa in diverse parti: uno, dedicato sulla presentazione di figure ben delineate e sulle illusioni ottiche ottenuti rungraziando una lavorazione delle colorazioni particolare, la seconda, basata viceversa su giochi luminosi, ottenuti grazie a particolari meccanismi elettronici, elettrici e fenomeni magnetici, elaborazioni che naturalmente vengono ben apprezzati dai visitatori.

Proprio riferendoci a questi elaborazioni di luce, potremmmo evidenziare gli studi principali sul quale si fonda questo tipo di scienza.

L’Op-Art si basa sulla ricerca di nuovi metodi per cogliere in fallo la vista mediante inganni speciali, illusioni che sono per altro realizzate mediante l’uso di specifici tipi di colori come per esempio tonalità bianche e nere, che essendo colorazioni nettamente sfalzate, una volta accantonati tra loro secondo particolari strategie, possono costituire specifiche effetti ottiche, illusioni che spesso consistono in esagerati sensazioni di profondità o difficoltà di comprendere la differenza tra sfondo e sfondo dell’opera.

Andy Warhol e la sua arte

Andy Warhol e la sua arteAndy Warhol è lo pseudonimo del pittore e cineasta statunitense avente origine cecoslovacca Andrew Warhole, nato nella città di Pittsburg nel 1928 e venuto a mancare a New York nel 1987.

Precedentemente grafico pubblicitario, si dedicò poi all’arte pittorica, sfruttando come nuovi mezzi per esprimersi le strategie meccanici di creazione dell’immagine. Il suo linguaggio si è definito negli anni 1961-1962 con la selezione di procedimenti tecniche (specialmente la serigrafia), di fondamentale rilevanza per lo sviluppo di quel ramo di arte contemporanea che prende il nome di pop-art, di cui l’artista è uno dei maggiori esponenti.

Famosi sono i grandi quadri con le scatole di zuppa Campbell’s, le foto di Marylin Monroe, le caraffe di Coca-Cola, le diapositive di serigrafia di Jackie Kennedy, di Liz Taylor e di Elvis Presley. Nel campo della scultura, Warhol ha proposto alcuni propri lavori di serigrafia in 3D come ad modello le confezioni di detersivo Brillo e diversi articoli inscatolati.

L’artista, il cui pensiero a livello commerciale spaziava in qualsiasi settore, si è applicato anche al mondo musicale e mondo cinematografico. Ha sostenuto gruppi della musica, come i Velvet Underground, e ha prodotto lungometraggi e film. I film iniziali dell’artista ripropongono un cinema “primitivo”, esasperato in riquadri fermi, filmati statica, immagine muta e incolore. L’artista è affascinato dall’immagine che si crea da un solo punto di vista.

Si tratta di opere che invece di essere appesi vengono riprodotti su un muro bianca. Il posto nel quale Warhol trovava ispirazione nell’ambiente conematografico fu la Silver Factory. Si trattava di un luogo accessibile a tutti, dove ciascuno poteva far sentire il propria idea e dall’insieme delle idee altrui l’artista traeva il materiale per la sua arte.

Le creazioni di questo artista sono conosciute ovunque e si possono visionare in musei e gallerie d’arte moderna. Solamente in Italia esistono diversi luoghi in cui si possono trovare creazioni di Wahrol, fra queste ricordiamo la collezione d’arte contemporanea di Rosini Gutman in Emilia Romagna e la Galleria Civica d’arte moderna e contemporanea in Piemonte.

Pop Art nell’arte contemporanea

Una specifica tipologia di arte contemporanea è la Pop Art.

Il termine deriva da “popular art” ovvero “arte popolare”. Quest’arte è emersa nel periodo del dopoguerra della Seconda Guerra Mondiale, ovvero nella seconda metà del XX secolo, in zone quali la Gran Bretagna, gli U.S.A., ed in seguito diffondersi, infine, in tutti gli stati occidentali.

Tale nuova tipologia di arte è molto legata al fenomeno del consumismo, lo si nota dai soggetti delle creazioni artistiche, che sono molto spesso marchi commerciali come Coca-Cola o Campbell’s (barattoli di zuppa resi famosi ringranziando la loro utilizzazione effettuata da Andy Warhol).

Successivamente si capirà anche come, appositamente per tale movimento dell’arte, saranno create nuove tecniche di creazione delle opere, come la tecnica del collage, delle immagini e delle riprese audio/video. In più, lo stesso nominativo “popolare” ci fa pensare alla società dei consumi; quest’arte è una sottospecie di produzione in serie, che si prefigge dunque l’obiettivo di venir accettata dal maggior numero di persone possibili.

Questa forma di arte si dedica completamente a quello che è il famoso “folclore urbano”, cioè tutti quei colori che attirano lo sguardo dell’uomo che abita nelle vaste metropoli, tant’è vero che, in quel momento storico, tale tipo di arte appariva dapperttutto nelle strade, dalle vetrine alle pubblicità, ma pure nei diversi enti che hanno lo scopo di espandere questo tipo di arte, istituzioni come possono esserlo la galleria d’arte contemporanea e la galleria d’arte moderna.

L’unica pecca unita a tale tipo di arte è rappresentata dal fattore che è stata un’arte giudicata in modo negativa dai critici, che la accusavano di venir rappresentata molto legata al mercato delle opere d’arte.

L’artista pop riprendeva le testimonianze fotografiche che gli venivano date dai vari mezzi di diffusione delle comunicazioni, quali televisione, pubblicità e via discorrendo, con il facile obiettivo di modificarle, consapevole del fattore che, una volta nelle proprie mani, tali icone avrebbero perso il valore di semplici immagini, ma si sarebbero elevate a vere e proprie opere artistici, creando perciò la fortuna del soggetto in questione.

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