I vampiri della bassa – di Chiara Negrini

I vampiri della bassa Book Cover I vampiri della bassa
Chiara Negrini
Fantasy
Delos
04/2016
e-book
194

Ritornano le bizzarre avventure sovrannaturali di Pedar, l'agricolore-vampiro. - VINCITORE DEL PREMIO CITTADELLA 2015

Pedar, agricoltore sessantenne sposato con “la Maura”, viene morso “sul culo” da un cane vampiro in una mattina di fine maggio.

La trasformazione in creatura sovrannaturale non tarda a subentrare, e da lì Sabbioni, la frazione del comune di Viadana (Mantova) in cui vive Pedar, comincia a essere teatro di avvenimenti sovrannaturali.

Tra la manifestazione di Grandi Antichi di lovecraftiana memoria, che scendono nella Bassa mantovana per utilizzare la locale bonifica per terribili fini; atterraggi di fortuna di alieni rettiliani con problemi psichiatrici; carpe mannare; maghe globalizzate; vampiri americani e vini che parlano, la Bassa non è più la stessa.

Ma i suoi abitanti sono spicci, svelti nell’usare le mani e poco inclini a speculare sui fenomeni paranormali. Possiedono una tecnologia avanzatissima (il badile) e una potentissima arma di distruzione di massa (il piccone) con i quali sistemano ogni problema, grazie all’aiuto dei nuovi, “esuberanti” poteri sovrannaturali dell’agricoltore-vampiro.

Nume tutelare della storia, presente pur senza mai essere citato direttamente, è un Giovannino Guareschi catapultato nella dimensione folle della contemporaneità, dalla quale la Bassa mantovana sembra uscirne indenne, capace com’è di mantenere intatto quel mondo contadino fatto di concretezza e saggezza spicciola.

Nuova edizione del volume vincitore del premio Cittadella 2015.

I vampiri della bassa è il vincitore del premio cittadella 2015 proposto in una nuova edizione.

A giorni uscirà un libro che, credetemi, mi ha fatto spanciare dalle risate! E’ un romanzo vampirico in quattro atti in dialetto viadanese e piacentino “arioso”, con traduzione italiana a seguito. Come noterete, l’italiano non è quello perfetto che parliamo noi, veniamo avvisati dall’autrice che altrimenti molte situazioni avrebbero perso di significato. I Vampiri della bassa hanno origine da un incidente accorso a Pedar, agricoltore, marito della Maura, che un brutto giorno viene morso sul culo da un cane vampiro. Da qui una serie di situazioni tragicomiche che prendono vita nelle terre in cui hanno vissuto Peppone e Don Camillo, in un paese in cui ” non si bestemmia Dio per negarlo, ma solo per fargli dispetto” come diceva il compianto Giovannino Guareschi.

i vampiri della bassa

 

Ecco un breve stralcio della traduzione in italiano

Il pomeriggio era così stanco che aveva mandato a quel paese la melonaia, ed era andato a casa a coricarsi sul divano. La Maura, sua moglie, era indaffarata in casa, col grembiule, la scopa e la paletta per la spazzatura. Quando si era vista Pedar tirarsi via gli stivali di gomma e buttarsi sul divano a pancia sotto, gli aveva guardato le braghe e lo strappo sul fondoschiena.

– Pedar, cos’è che hai fatto sul culo? Hai uno sbrego che fa paura! – – È stato quel brutto cagnaccio giallo del Boscone – le aveva risposto. – Ma quale, lo yorsiaild degli americani? –.

Pedar si era voltato verso la Maura, l’aveva guardata d’un male che sembrava la volesse sbranare. – Il cane. Se ti dico che è stato quel brutto cane, è stato un cane. Mica uno yorsiaild. Cos’è poi sto yorsiaild?

La Maura, che era di Piacenza, faceva la sartora ma aveva fatto le scuole al professionale, si era voltata verso il mobiletto sotto la televisione per tirare fuori l’ago e il filo.

– Il yorsiaild. Vacca cane se sei ‘gnorante. Aveva ragione la vecchia Bice: un pesce gatto non diventa mica un siluro. Il yorsiaild è un can che abbaia! Cosa vuoi che sia!

Pedar aveva guardato la Maura, mica tanto convinto.

– Sarò anche ‘gnorante, ma te sei proprio una bella villana – le si era voltato contro. – E adesso, stacca la puntina e fammi fare una dormita.

La Maura, che era abituata a suo marito e sapeva che era fine quanto una badilata di strame sopra un muro bianco, aveva fatto spallucce, per poi cavargli le braghe e mettersi a cucire. Con un’occhio all’ago e l’altro sulla chiappa di Pedar, la Maura guardava le braghe e il didietro del marito.

– Pedar… varda che quello sgagnone lì non è mica tanto bello – gli aveva detto, dopo avergli cucito i pantaloni.

– Cosa vuoi che faccia, donna! Non era mica un leone! Era una cane grosso al massimo come un sorcio!

La Maura aveva messo giù le braghe, e aveva guardato meglio il morso.

– Io dico che non è bello. Devo chiamare la Curnacia?

La Curnacia era la vecchia Maria, che stava a San Matteo nella via Ghetto. Veniva da Verona, e tutti la chiamavano la Curnacia perché era sempre vestita di nero come un prete. Dicevano che fosse una Strega.

Il ritmo di questo racconto è quello che traspare dal breve testo che vi ho fatto leggere: allegro, scanzonato, alle volte anche forte come linguaggio… vi assicuro che mi sono ritrovata a ridere sguaiatamente da sola mentre me lo stavo leggendo spedita e filata come un treno. Ovviamente io ho saltato la parte in dialetto viadanese, ammetto che ci ho provato, ma per me equivale all’arabo! Però sono sicura che, per chi vive in quella zona, sarà una divertente occasione per una bella e sana lettura in dialetto locale! !I vampiri della bassa” è la nuova edizione del romanzo di Chiara Negrini, vincitore del premio cittadella 2015, ora viene pubblicato per la casa editrice Delos Digital  disponibile in versione digitale.

Io vi consiglio di comprarlo, soprattutto perchè…

Se in America i vampiri brillano al sole, a Mantova vanno sul trattore e bevono vino rosso.

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