Quando si soffre BISOGNA piangere.

Quando non ti senti capita, quando la persona che dice di amarti dimostra invece di non conoscerti affatto scopri con grande dispiacere che tutto quel tempo impiegato per costruire qualcosa insieme a lui, tutti quei sacrifici, quelle notte insonni a cercare di capire il perchè di certe sue risposte, di certi suoi comportamenti, forse sono stati vani.

Quando a lottare per la riuscita di una relazione è sempre e solo uno dei due prima o poi anche quel qualcuno si stanca e cede. Cede per sfinimento. Uno sfinimento mentale che prima o poi, quando una situazione di forte stress perdura, ti assale e ti pietrifica. La tristezza sopita nel cuore per troppo tempo è pericolosa: arriverà un giorno in cui qualcuno o qualcosa le farà balzare fuori e a quel punto nessuno potrà riportarti indietro, perché tu sarai altrove.

La tua mente satura di pensieri – sempre troppo grandi per una persona sola – cederà raggiungendo una sorta di vuoto cosmico in cui tutto entra, ma nulla viene assorbito veramente.

Problemi, preoccupazioni, paure vengono inghiottiti da questo buco nero per poi perdersi vagando in quell’universo dominato dal nulla in cui ogni cosa perde di significato.

Esternamente continui a vivere e a fare le stesse cose, ma dentro non sei più tu. Probabilmente sorridi anche, ma quegli occhi – i tuoi meravigliosi occhi – sono vitrei.

E’ la conseguenza naturale per chi ha sopportato troppo e ha sofferto tanto.

Solo chi ti conosce veramente è in grado di avvertire lo stato in cui ti trovi e, alle volte, tenta di aiutarti a riprenderti, ad uscire da quella vita non vita che stai vivendo, solo che generalmente l’unica persona in grado di riuscirci davvero è proprio colei che ti ci ha messo in quel limbo.

Hanno un potere terapeutico le lacrime. Sembra quasi che sgorgando attraverso quegli  occhi gonfi e stanchi trascinino via un po’ di quella tristezza che attanaglia il cuore, finché, versata anche l’ultima lacrima, ti senti libera, libera di riprendere il tuo cammino.

Pericoloso non è quando le lacrime vengono versate perchè piangere è comunque una reazione a quel qualcosa che ti causa dolore – il corpo attraverso quell’atto così naturale si protegge da tutta quella sofferenza cacciandola via sotto forma di acqua  – pericolosissimo è invece quando restano lì, bloccate dentro e non accennano a venir fuori.

Le lacrime trattenute ristagnano dentro avvelenandoti l’anima e, nei casi più gravi, facendoti ammalare veramente.

Mai trattenere le lacrime.

Elena Tucci

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