The fate of the Tearling

The fate of the Tearling – Erika Johansen

The fate of the Tearling Book Cover The fate of the Tearling
Tearling #3
Erika Johansen
Fantasy
Multiplayer
2017
Digitale - Cartaceo
429

Ci siamo!  The fate of Tearling è stato pubblicato in italiano e finalmente siamo arrivati al capitolo conclusivo della storia di Kelsea Glynn.

La serie è così composta:

C’è tantissima carne al fuoco in questo ultimo libro: si parla di amori, amicizie, tradimenti, sacrifici estremi, battaglie interiori e guerre epiche. E purtroppo se ne parla male perché il tutto pare un mescolone senza capo né coda.

Probabilmente sarò una voce fuori dal coro, ma The fate of the Tearling non arriva nemmeno alla sufficienza.

La Johansen manda continuamente Kelsea in trance per mostrare cos’è successo a Lily dopo il Passaggio nel Nuovo Mondo a bordo della nave di William Tear e introduce anche Katie, un nuovo personaggio con tantissime potenzialità che non vengono sfruttate pienamente. E potrebbe anche andare bene, se non fosse che questo espediente narrativo non ha un senso logico, soprattutto se messo in relazione con il finale.

Il finale, appunto, ci viene calato dall’alto senza una logica ed è una cosa che mi ha fatta impazzire perché non puoi arrivare al penultimo capitolo del terzo libro di una saga bellissima e poi chiudere in questo modo perché viene solo voglia di lanciare il libro dalla finestra.

Esattamente così.

Non fraintendetemi, il libro è scritto veramente bene. La Johansen riesce a rendere perfettamente l’idea di quello che vuole dire. I paesaggi che descrive sono vividi e reali, tanto che sembra di percepire il freddo delle celle del Palais della Regina Rossa o di essere nascosti insieme a padre Tyler. Tuttavia, l’intero libro è frettoloso secondo me. Ed ecco perché sono arrabbiatissima con l’autrice. Erika, come hai potuto?

Davvero. Come hai potuto?

L’intera storia di Row e Fetch, per farvi un esempio, è imbastita bene, ma si perde sullo sfondo di tante altre vicende banali perché non viene approfondita affatto, anzi, dopo una bellissima partenza inquietantissima e avvincente si rimane davvero a bocca asciutta e non viene fornita nessuna spiegazione. E così per tutti gli altri spunti. Bellissimi, certo, ma mollati lì senza né capo né coda. Avrei davvero preferito un quarto libro che spiegasse per bene tutto e soprattutto avrei voluto un finale con un senso.

Altro esempio: l’autrice ha posto moltissime volte l’accento sull’identità sconosciuta del padre di Kelsea e qui finalmente si scopre chi è (il modo in cui si scopre poi… meglio che io stia zitta, anche se forse è l’unico vero colpo di scena del libro) per ottenere cosa? Niente. Il nulla più assoluto.

Mi dispiace tantissimo dare un voto così basso a questo finale di serie, soprattutto perché ho amato fin da subito Kelsea, con la sua intraprendenza, il suo femminismo innato e il suo amore totale per la lettura… e tutto per colpa dell’ultima manciata di capitoli.

Avete letto The fate of the Tearling? Vi aspetto per commentarlo insieme!

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