La scrittrice del mistero

La scrittrice del mistero – Alice Basso

La scrittrice del mistero Book Cover La scrittrice del mistero
Vani Sarca #4
Alice Basso
Giallo
Garzanti
2018
Digitale - Cartaceo
336

Niente può fermarla
Perché scrivere è la sua missione
E solo i libri possono indicarle la strada

Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell’umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori vienti di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio di Vani e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l’amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

È sempre un bel momento quello in cui apro un nuovo libro di Alice Basso, ma quest’anno è stato addirittura più bello perché La scrittrice del mistero, quarto e penultimo libro con protagonista Vani Sarca, è uscito in libreria e negli store digitali il 26 aprile, il giorno prima del mio compleanno. È stato un regalo meraviglioso!

La serie è così composta:

Oltre ai libri sono state pubblicate due novelle:

Tuttavia, vorrei porre l’accento su una tragica questione che forse vi è sfuggita. Ho scritto penultimo libro con Vani protagonista. PENULTIMO. PENULTIMO. Ovvero prima dell’ultimo. Questo significa che il prossimo anno daremo l’addio a Vani, Berganza, Morgana e compagnia bella.

L’ho presa bene e, come potete vedere, ho già elaborato la notizia in modo maturo e consono alla mia età. (Immagine da Gifer.com)

ATTENZIONE! Questo è il quarto libro di una serie. Inevitabilmente si parlerà dei libri precedenti, quindi, se non siete in pari con la lettura, vi sconsiglio vivamente di proseguire la lettura.

Come sempre, l’incipit del libro riguarda la carta:

Solo noi e la carta, e siamo del tutto sinceri.
Dovrei parteggiare per questa visione. Dovrebbe farmi piacere. In fondo io scrivo per mestiere, dunque, in teoria, do un casino di valore alla parola scritta: che venga considerata lo scrigno della verità dovrebbe per proprietà transitiva valorizzare il mio ruolo come un riflettore su una rockstar.
Peccato che io di mestiere faccia la scrittrice, sì, ma fantasma. La ghostwriter. Una che scrive per conto terzi. Ossia una che scrive saggi su opinioni che non pensa, autobiografie di vite che non ha vissuto, manuali di discipline che non ha praticato, su cui poi mette il nome qualcuno che non ne è l’autore.
Altrimenti detto: io uso la parola scritta per sparare un sacco di balle.
Quindi questo è il punto in cui prendete tutto quello che ho detto fin qui e lo sbattete nel cesso.

La storia riprende esattamente dal punto in cui l’avevamo lasciata, il giorno dopo San Valentino, con Vani e Berganza insieme da nemmeno ventiquattro ore e Vani in preda al panico per le sensazioni inaspettate che sta provando.

Dire che ho amato alla follia ogni singola pagina di questo libro è riduttivo. La scrittrice del mistero è assolutamente all’altezza degli altri volumi della serie e Vani è sempre Vani, anche se, dal primo libro, si è evoluta tantissimo. Vani è cresciuta e tra un crampo allo stomaco e un caso brillantemente risolto, sta imparando a lasciarsi andare, a fidarsi e ad apprezzare la stramba famiglia che si è scelta.

 “La famiglia è quella che ti capita fino a che non è quella che ti scegli.”

Vani si è decisamente addolcita, ma è una donna innamorata e quindi ci sta. Non ha perso però la vena sarcastica e ironica che la contraddistingue, regalandomi spunti per vincere ogni diatriba verbale che avrò da qui all’eternità.

Accanto alle due linee principali della storia, ovvero il problema di Riccardo e il nuovo incarico da ghostwriter di Vani, ci sono numerosi flashback su Lara e il marito Michele, dall’incontro al matrimonio, dai quali emerge una Lara diversa da quella che immaginavo nella mia testa.

Grandi evoluzioni anche per Riccardo ed Enrico-testone-Fuschi dei quali, però, non vi posso assolutamente parlare perché già vi vedo in fila sotto casa mia per castigarmi per gli spoiler e quindi mi ritiro in buon ordine.

Come al solito, la capacità della Basso di giocare con le parole mi ha lasciata a bocca aperta. Divertente, irriverente e mai banale, la Basso vi regalerà sicuramente ore di puro divertimento.
Il libro è anche disseminato di citazioni e riferimenti ad altri autori e ad altri libri e, in occasione dell’uscita dell’ultimo volume (Sigh! Sob! Come farò? Ehm… ), vi sfiderò a trovarli tutti nella mega rilettura globale della serie, quindi avete circa un anno di tempo per organizzarvi!

«Lapalissiano. Si dice lapalissiano», sospiro io a mezza voce.
«…ma è sempre bene specificarlo. S.S. Van Dine diceva…»
«…che più il morto è morto, meglio è», sbuffo io. «Perché non si può chiedere l’attenzione di un lettore per trecento pagine per un delittucolo minore. Regole degli anni Trenta.

E anche questa volta ho provato a leggere più lentamente per far durare La scrittrice del mistero il più possibile, ma non ci sono riuscita. Sono rimasta incollata alle pagine, ridacchiando sotto ai baffi o asciugando una qualche lacrima furtiva (perché mi sono anche commossa!)

Voglio chiudere con un’altra citazione che mi ha letteralmente stesa:

Più tigri.

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1 commento su “La scrittrice del mistero – Alice Basso

  1. Ho finito di leggere “la scrittrice del mistero” questa mattina alle 7, già in ritardo per andare al lavoro ma incapace di lasciare le ultime pagine in sospeso fino a questa sera. Alice Basso è un genio, sono sicura che abbia due cervelli anche se dalle sue foto la scatola cranica sembra di dimensioni normali. Sono molto dispiaciuta di leggere che questa è la penuntima puntata delle storie di Vani Sarca e company, direi affranta, ma, nel mio intimo sapevo che le cose belle sono destinate a finire prima o poi. Aspetto, con l’animo in sospeso, l’ultimo libro per poi rileggermeli tutti da capo e ridere di gusto ad ogni tenera, piccola battuta che Vani/Alice ci regalano in ogni capitolo. Vorrei correre ad abbracciale Alice Basso e dirle grazie perchè i suoi libri mi hanno regalato dei momenti spassosi e spensierati ma non lo faccio perchè non vorrei che mi portassero via quelli della neuro. E’ bello che esistano persone così brave a scrivere ed è bello trovare altre persone che hanno sentito le stesse cose che ho sentito io leggendole. grazie per la recesione, grazie mille. Mirka

     

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