Il post riguardo la mia esperienza con il 30 Days Yoga Journey arriva tardi, lo so. Avevo dei post già programmati a cui volevo dare la precedenza ed altri appuntamenti fissi che non potevo spostare. Ho iniziato e concluso questo percorso tra gennaio e febbraio scorsi, dopo averne sentito parlare positivamente da Vanessa (So Fashion).

Come vi dissi in questo post, lo Yoga ed il Pilates sono due attività che mi rilassano tanto mentalmente e fisicamente. Quando ho iniziato a leggere i post entusiasti di Vanessa, mi sono incuriosita e ho dato un’occhiata. Considerate che mentalmente i primi mesi dell’anno non sono stati per niente belli per me. Non che quelli di ora siano molto meglio, ma sono passata in fase di rassegnazione su alcune situazioni, per cui sono stressata sì, ma non quanto prima. Diciamo che ero entrata in un ciclo di stress, da cui non riuscivo ad uscire: più ci pensavo, più mi stressavo e così via.

Cos’è il 30 Days Yoga Journey?

Anche noto come TRUE è’ una serie da 30 giorni di allenamenti Yoga, ideati da Adriene Mishler per iniziare l’anno al meglio. Adriene è la mente dietro al sito ed al canale Yoga with Adriene. Tenete conto che lei è una parte molto importante in questo viaggio. Non tanto perché è lei che l’ha creato, ma perché la sua voce e le sue parole sono in grado di infondere davvero una grande calma.

Gli allenamenti possono essere fatti tranquillamente in casa munendosi di abiti comodi, un tappetino e, in alcuni casi, un cuscino. Ogni giorno viene caratterizzato da una parola in particolare e ad ogni giorno possono corrispondere un allenamento più soft e rilassante o uno più intenso e che permette di lavorare maggiormente sui muscoli. La durata delle sessioni di yoga possono andare dai 15 ai 40 minuti circa, ma in media si aggirano sui 30 minuti. Qui potete trovare tutti i video necessari al 30 days yoga journey.

Com’è stato per me questo viaggio?

Visto che ero certa che a qualcuno sarebbe potuto interessare l’argomento, nel corso dei 30 giorni ho preso appunti. La cosa bella di questo viaggio è il lavoro che si fa su se stessi. I primi giorni mi era difficile concentrarmi ed estraniarmi da ciò che mi circondava. Poi, migliorando la respirazione e con la pratica, ho imparato a ricavarmi il tempo necessario per rilassarmi e dedicarmi solo a me.

Possono sembrare parole da “fissati“, ma posso assicurarvi che anche io ero scettica inizialmente. Ho fatto per un paio d’anni pilates in palestra, ma mai mi sono presa del tempo per liberare la mente durante le sessioni. Questo si è ripercosso sulla mia quotidianità. Ero più serena, più “qui e adesso”, meno preoccupata per il futuro. Anche il mio temperamento in alcune situazioni è stato placato. Ci sono situazioni quotidiane in cui normalmente scatto. Con questo percorso ho imparato ad essere più paziente e contare fino a 10.

Fisicamente parlando, ho notato principalmente 2-3 benefici.

  • I miei mal di schiena erano attenuati. Io soffro di scoliosi e lordosi e stare seduta – male – per tante ore di certo non aiuta. Con gli esercizi proposti spesso sentivo “scrocchiare” e lenire le tensioni lungo la colonna vertebrale. I mal di schiena erano meno frequenti e intensi.
  • Ho messo su muscoli. I primi giorni avvertivo alcuni dolori dovuti all’acido lattico, ma dopo aver preso il ritmo, è stato un crescendo. Ho notato un miglioramento del tono muscolare nelle gambe, nell’addome e nelle braccia. Anche le spalle erano più definite e ferme, forti.
  • Ho migliorato il mio equilibrio e la flessibilità. Possono sembrare superflui, ma io li ho notati. Se prima riuscivo a stare in una certa posizione per 10 secondi, andando avanti riuscivo a mantenerla di più e stabilmente. Peraltro mantenere l’equilibrio ad occhi chiusi è più difficile che farlo ad occhi aperti. Idem per la flessibilità.
Ecco questo è quello che mi capitava i primi giorni…

Piccole note negative

Purtroppo non è tutto rosa e fiori e mi sembra giusto farvelo presente. A parte alcuni dolori muscolari dovuti comunque all’acido lattico, ho notato qualche altro dolorino. Che io non sia un figurino è cosa nota ormai. Purtroppo alcune posizioni ripetute o mantenute a lungo, hanno fatto sì che ci fossero giorni in cui i miei polsi imploravano pietà perché infiammati.

Altra cosa che ho notato è che proprio per il mio essere sovrappeso e formosa in alcuni punti, avevo difficoltà nel riprodurre alcuni esercizi. Non per la mia incapacità, ma proprio perché ai “piani alti” avevo dell’ingombro, ecco.

Infine, in alcuni video ho notato che in alcuni giorni in particolare, Adriene aumentava la velocità di esecuzione o le ripetizioni di alcuni esercizi e in certi momenti, per chi non pratica assiduamente Yoga, era difficile stargli dietro.


E questo è quanto posso dirvi sul 30 days yoga journey. Se avete domande non esitate a farne, cercherò di rispondere, per quello che mi è possibile. Che ne pensate dello Yoga? Conoscete Adriene? Fatemi sapere 😉