Via dalla pazza folla – Thomas Hardy

L’eroina di questo intenso romanzo rurale, pubblicato nel 1874, è Batsceba Everdene, giovane donna ribelle e impulsiva, che si trova a dover gestire da sola la fattoria lasciatele in eredità dallo zio appena defunto. Dopo aver licenziato l’incapace e disonesto fattore, Batsceba riesce lentamente ad imporsi in un ambiente dominato dagli uomini, guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione dei contadini e degli altri proprietari terrieri. Nella gestione della fattoria, la ragazza può contare sulla lealtà del giovane pastore Gabriel Oak, che qualche anno prima l’aveva chiesta in moglie, ottenendo da lei un rifiuto. Batsceba, infatti, lo riteneva troppo docile per il suo carattere indomito. La sua vanità la spinge a inviare un finto biglietto d’amore al proprietario della fattoria confinante, il compassato fittavolo Boldwood, colpevole di averla ignorata. L’uomo inizia a corteggiarla, proponendole un matrimonio che avrebbe portato alla fusione delle due proprietà. Batsceba però gli preferisce il sergente Troy, giovane ufficiale dai modi arroganti e dalla condotta dissoluta, accettando in maniera avventata di diventarne la moglie. Umiliata dal marito, che le confessa di amare un’altra, Batsceba si ritrova sola e sull’orlo della bancarotta. A venire in suo soccorso, ancora un’altra volta, è il fedele Gabriel, che nel corso degli anni non ha mai smesso di amarla. Più matura e saggia, Batsceba riuscirà ad aprire il suo cuore al giovane uomo, finalmente pronta per un nuovo inizio.

Thomas Hardy, Via dalla pazza folla, Milano, Garzanti, 2015, 444 pp.

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