Amsterdam – Ian McEwan

Clive e Vernon, il primo compositore e il secondo direttore di giornale, si ritrovano al funerale della loro amica-amante Molly. Ad unirli, oltre all’amicizia per la donna, l’antipatia per suo marito George e l’odio verso Garmony, uomo politico in ascesa, anch’egli in passato legato a Molly da un’ambigua amicizia. In particolare Vernon vorrebbe rovinarne la carriera rendendo pubblici gli scatti che lo mostrano dedito al travestitismo, in palese contrasto con la sua immagine pubblica di marito e padre impeccabile (“Sappiamo così poco gli uni degli altri. Viviamo la nostra esistenza semisommersi, come masse di ghiaccio fluttuante, e spingiamo a galla soltanto la parte di noi presentabile, quella più bianca e compatta”). Il romanzo si interroga sull’arte (che cos’è il genio?) e offre uno spaccato del mondo dell’editoria, in particolare del giornalismo usato come arma a fini politici. Clive e Vernon si trovano così al centro di una vendetta orchestrata ad arte ai loro danni ma il peggiore dei castighi sarà quello che decideranno di infliggersi reciprocamente.

Ian McEwan, Amsterdam, Torino, Einaudi, 1998, 174 pp.

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