Il Lipofilling intervista al Dr. Simone Napoli

Il Lipofilling per le cicatrici del volto
Intervista con il Dr. Simone Napoli

Da Corriere della Sera «Little Boy»
Gli americani l’hanno chiamata in codice «Little Boy» la bomba che Enola Gay sganciò su Hiroshima quel lunedì mattina.
Un nomignolo gentile per un ordigno che conteneva 64,3 chilogrammi di uranio arricchito all’80 per cento, e aveva un’attività fissile della massa critica che durava 1,35 millisecondi, e nell’esplosione ha liberato un’energia compresa tra i 12,5 e i 20 chilotoni, e poco importa capire nei dettagli cosa significano misure che non ci sono consuete, è sufficiente il massacro che ha provocato.
Sono state le condizioni metereologiche avverse a far deviare su Hiroshima l’areoplano statunitense Enola Gay. Nei piani di volo inizialmente era previsto che il bombardiere americano si dirigesse su Kokura per sganciare quella sessantina di chilogrammi di uranio 235 contenuti nell’ordigno nucleare, il più grande mai neanche immaginato, almeno fino a quel momento. La storia ci insegna che passarono appena tre giorni, e il 9 agosto il massacro nucleare si è ripetuto, toccò Nagasaki questa volta, una dose di sei chili e mezzo di plutonio 239 e il Giappone si mise in ginocchio davanti agli Stati Uniti.
E’ proprio il ricordo di questo immenso massacro che ci fa riflettere sulle cicatrici.
Cicatrici, a seguito di incidenti, acne, ustioni sono tutti problemi dolorosi, che rovinano il volto, gettano le persone nello sconforto, fanno cambiare la personalità, diminuendo la sicurezza nei contesti sociali, fanno perdere addirittura la voglia di socializzare.
Per questo chiediamo al (Dr. Simone Napoli chirurgo specialista in chirurgia plastica estetica e ricostruttiva a Firenze ,) di parlarci di questo problema e di spiegarci come si può intervenire. Il Dottor Napoli è specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre)

Dottor Napoli, parliamo di cicatrici al volto, un problema comune a tanti, oltre all’acne che penalizza particolarmente i giovani.
Le vittime di incidenti stradali, gli ustionati, le donne sfregiate, i giovani deturpati dall’acne e tutti coloro che ogni giorno, guardandosi allo specchio, desiderano nascondere quei solchi indelebili che disegnano sui loro volti geometrie innaturali e antiestetiche, possono finalmente ricorrere ad una tecnica efficace e non invasiva capace di restituire pienezza, volume e armonia alla pelle e ai contorni del volto.
Di cosa si tratta??
Il Lipofilling autologo, ovvero il trasferimento di grasso da una parte del corpo a un’altra allo scopo di aumentare il volume di aree corporee svuotate o depresse, è diventata una procedura standard utilizzata in numerosi interventi di chirurgia plastica ed estetica.
Ma si tratta di una metodologia nuova?
Nella letteratura moderna molti studi hanno confermato l’efficacia di questa tecnica nel trattamento delle cicatrici, soprattutto nei pazienti ustionati in cui il tessuto cicatriziale è spesso molto esteso e compromesso.
Tutti gli studi più recenti riportano un notevole miglioramento nella qualità delle cicatrici, con un elevato tasso di soddisfazione dei pazienti nella valutazione finale dei casi oggetto di studio.

E’ importante, in sintesi il metodo dei vasi comunicanti
Sebbene ancora non si conoscano i meccanismi responsabili di questo miglioramento, si ipotizza che le cellule staminali mesenchimali e i numerosi fattori di crescita contenuti nel grasso aspirato durante il lipofilling, contribuiscono al rimodellamento e ringiovanimento della pelle e delle cicatrici.
In tutti i casi trattati si riIeva un miglioramento delle cicatrici anche in termini di minor dolore, maggiore uniformità di pigmentazione e colore, minore rigidità e irregolarità, maggiore flessibilità.
Molti casi anche da me trattati hanno dimostrato che il lipofilling autologo rappresenta una tecnica molto efficace per il trattamento delle cicatrici facciali, con grande soddisfazione da parte dei pazienti.
Che cosa prevede l’intervento?
L’intervento prevede una serie di sedute a distanza di circa 3/6 mesi l’una dall’altra, durante le quali il grasso prelevato dal paziente viene re-iniettato nel tessuto cicatriziale al fine di colmare il solco della cicatrice e rivitalizzare il derma. Nel periodo che intercorre tra una seduta e l’altra, una parte del grasso verrà riassorbita, ma in misura notevolmente inferiore a quanto accade con l’uso dei filler di laboratorio. Dopo che tale riassorbimento si sarà stabilizzato, sarà possibile eseguire un secondo trattamento al fine di riempire le aree più depresse
Crediti ph: Mariano Marcetti
Sede del Dr Simone Napoli
www.centrobufalini.it – Via Gino Capponi, 26 Firenze, FI 50121
Tel: 055 244950

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